Immagini

 

«Il volto è l’anima del corpo».

Ludwig Josef Johann Wittgenstein,

filosofo austriaco,

considerato dal mondo accademico anglosassone uno dei massimi pensatori del 1900,

(Vienna, 26 aprile 1889 – Cambridge, 29 aprile 1951).

 

Nell’odierna società dell’immagine, agevolati da telefoni cellulari o telecamere digitali di tablet e computer, siamo sempre più indotti a realizzarci qualche autoritratto fotografico, per condividerlo sui mezzi di comunicazione sociale. Quando, però, visioniamo la rispettiva immagine non sempre siamo soddisfatti del risultato, perché il collo sembra più goffo, il viso più squilibrato, il naso più grande, gli occhi più infossati, la fronte più larga e i capelli più scompigliati! È sempre il nostro volto, ma trasfigurato da un obiettivo grandangolare poco idoneo a ritrarlo per bene rispetto ad una macchina fotografica professionale.

 

Quando, invece, ci guardiamo allo specchio siamo più compiaciuti del nostro aspetto fisico, dimenticando che non osserviamo ciò che vedono gli altri, perché guardiamo un’immagine speculare, restituita dal cervello dopo averla elaborata, per cui non proprio reale. Il nostro encefalo, infatti, non vede con precisione ma interpreta, facendoci affezionare al viso che ci sembra nostro, perché lo vediamo più volte al giorno, ma che non è mai esistito. Siamo, pertanto, un insieme imperfetto di ciò che osserviamo e desideriamo guardare.

 

Lo stesso concetto, spesso, vale per l’opinione che ci facciamo delle altre persone, sia a livello mentale che fisico. Non sempre vediamo gli altri per ciò che sono e li consideriamo per le loro qualità, ma per come immaginiamo o auspichiamo di vederli, per quello che ci serve o ci conviene osservare, soprattutto se influenzati da terzi.

 

Le persone, qualche volta, le deformiamo con obiettivi impietosi, altre le sublimiamo come se si trovassero dinanzi allo specchio indulgente. Ci creiamo, insomma, individui a nostro piacimento, secondo gli obiettivi della nostra vita, finanche meravigliandoci se non ci corrispondono.

 

Non è saggio, né prudente, enunciare pareri, giudizi e condanne assolute su nessuno, come ammonisce Gesù (cfr. Mt 7,1; Lc 6,37), perché la verità non è mai percepibile a prima vista, ma custodita misteriosamente. Considerato che, addirittura, siamo mistero per noi stessi, sicuramente, gli altri sono sempre molto più preziosi di quello che ci sembrano a prima vista.

 

Ruvo del Monte, 8 agosto 2014.

 

 

Pubblicazione:

Venerdì 8 agosto 2025, 05:30

 

 

Copyright © 2024 Strada Facendo di Michele Donato Grieco ® Tutti i diritti sono riservati.

    

Ferrieri web