Ordine e disordine

 

«L’uomo vive del disordine del suo cuore

e muore dell’ordine che la vita vi stabilisce».
Nicolás Gómez Dávila,

filosofo, scrittore e aforista colombiano,

(Bogotà, 18 maggio 1913 – Bogotà, 17 maggio 1994).

 

Suggeriamo, abitualmente, ai bambini di non mettere scompiglio in casa, di non fare trambusto in luoghi pubblici, di non sporcarsi in strada e via dicendo, educandoli alla pratica dell’ordine e non del disordine. «Un disordine», ci ricorda un proverbio, «ne fa cento», indicando che un’azione disordinata, rapidamente, tende a degenerare provocando reazioni a catena. I piccoli, però, il più delle volte, consapevoli o inconsapevoli, fanno l’esatto opposto, divertendosi tantissimo.

 

Tutti, comunque, possiamo essere ordinati, senza esercitare ossessione morbosa, o disordinati, sperando di non esagerare sgradevolmente.

 

Lo scrittore francese Paul Claudel1, nella commedia teatrale La scarpina di raso affidando vita e morte al mistero di Dio, sostiene che «L’ordine è il piacere della ragione: ma il disordine è la delizia dell’immaginazione». Per studiare, infatti, svolgere una professione o praticare hobby abbiamo bisogno di precisione, armonia e abilità, ossia virtù dell’ordine. «L’ordine», suggerisce un altro adagio, «è l’anima delle cose». È, tuttavia, essenziale avere estro e libertà per condurre un’esistenza autentica e priva d’ipocrisia, in assoluto ossequio di virtù e regole, tanto per se stessi quanto per gli altri.

 

Nelle azioni che compiamo, a volte, mescoliamo ordine e disordine, perché, totalmente, non possediamo né l’una e né l’altra caratteristica. Esistono, infatti, ordini imposti come le dittature che arrecano insurrezioni e caos e, viceversa, esistono disordini spontanei che custodiscono, seppure in minima parte, assetti razionali. Ordine e disordine, quindi, manifestano luci ed ombre complementari, sovrapponibili e funzionali tra loro, ma mai dobbiamo sostituire del tutto questi due elementi umani strettamente correlati e sconfinare nell’anarchia.

 

Il celebre filosofo napoletano Luciano De Crescenzo2 afferma che «Il Disordine non è l’opposto dell’Ordine ma una sua esagerazione». A me, ad esempio, capita di scrivere riflessioni con ordine ma, talvolta, un po’ il disordine emerge tra le righe dei testi, soprattutto nell’annotare appunti durante convegni.

 

Ordine e disordine, in campo religioso, sono un binomio fondamentale che organizza visione del mondo, struttura istituzionale ed esperienza spirituale. L’ordine, nel cattolicesimo, è volontà divina e bene, mentre il disordine è peccato, decadimento morale e lontananza da Dio. La fede cerca di dissipare il disordine attraverso preghiera e conversione.

 

L’ordine, insomma, emerge anche dal disordine e rende la vita più bella. Una massima popolare afferma che «Il buon ordine è figlio del disordine», evidenziando la necessità di rimediare al disordine.

 

Affrontiamo, quindi, la vita con ordine, senza sconfinare nell’angustia, perché eccezioni, improvvisate, sorprese e disordine, qualche volta, costituiscono stimoli, spontaneità, intuizioni, creatività e ottimismo gioioso.

 

Ruvo del Monte, 15 marzo 2026.

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1 Paul Claudel, (Villeneuve–sur–Fère, 6 agosto 1868 – Parigi, 23 febbraio 1955), è un poeta, drammaturgo e diplomatico francese.

2 Luciano De Crescenzo, (Napoli, 18 agosto 1928 – Roma, 18 luglio 2019), è un ingegnere, filosofo, scrittore, regista, attore e umorista italiano.

 

 

Pubblicato domenica 15 marzo 2026, alle ore 15:00.

 

 

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