Amicizia

 

«La fonte e la sorgente dell’amicizia è l’amore:

infatti ci può essere amore senza amicizia, ma non amicizia senza amore».

Sant’Aelredo di Rievaulx, o Sant’Etelredo di Rievaulx,

è un monaco anglosassone, abate dell’Abazia di Rievaulx dal 1147,

venerato come santo dalla Chiesa cattolica e anglicana,

(Hexham, 1110 – Rievaulx, 12 gennaio 1167).

 

Al termine del catechismo ai cresimandi, oggi pomeriggio, incontro tre bambini che, insieme a me, escono dai locali di Ministero Pastorale e, correndo, entrano nel Parco della Rimembranza. Uno di loro rivolgendosi agli altri due coetanei, a voce alta, riferisce: «Non voglio più essere vostro amico».

 

Ho sorriso, rendendomi conto che, tutti e tre i fanciulli, ancora non sono consapevoli di cosa sia l’amicizia, valore estremamente importante nella nostra vita.

 

L’amicizia è soave relazione interpersonale tra due o più persone gratificate dallo stare insieme. È prezioso legame invisibile che, spontaneamente, sboccia nella quiete. Scrive, in un celebre distico, il poeta e mistico tedesco Angelus Silesius1 che «La rosa è senza perché, / fiorisce perché fiorisce, / a se stessa non bada, / che tu la guardi non chiede»2, esprimendo il il concetto di pura gratuità ed essenza dell’essere, libero da egoismo, giudizio e aspettative.

 

L’amicizia, caratterizzata dal nostro coinvolgimento emozionale, è basata su affetto, stima, rispetto, sincerità, lealtà, fiducia, fedeltà, confidenza, condivisione, disponibilità e costanza vicendevole. È sorprendente rifugio della nostra anima, costituita da silenti presenze e da garbati sguardi che, all’unisono, comprendiamo senza bisogno di parole. È sublime vincolo resiliente a tensioni, lontananza e tempo.

 

L’affascinante bellezza dell’amicizia risiede nella sua capacità di coniugare schiettezza, libertà e sostegno incondizionato, impreziosendo la nostra vita di gioia, armonia e serenità. È prodigioso legame che supera imperfezioni e dona conforto, rendendo i nostri momenti difficili più sopportabili e quelli felici più luminosi.

 

Un autore, a noi ignoto, scrive che «Una grande amicizia ha due ingredienti principali: il primo è la scoperta di ciò che ci rende simili e il secondo è il rispetto di ciò per cui siamo diversi».

 

L’amicizia subentra nella nostra vita dopo il rapporto con genitori, nonni, zii e in antecedenza a legami di coppia.

 

Sviluppiamo una preliminare forma d’amicizia nei primi anni di vita, quando condividiamo con altri bambini medesime esperienze ludiche e di crescita. L’amicizia, spesso, è la componente più importante della nostra vita emotiva adolescenziale, tra la fine dell’infanzia e l’inizio dell’età adulta: con un amico cresciamo, studiamo, compiamo attività ricreative e maturiamo e, qualora le nostre strade si dovessero dividere, la valenza amicale permane. «Chi smette di esserti amico», ci ricorda il poeta greco antico Esiodo3, «non lo è mai stato». Sosteniamo l’amicizia in età adulta con persone dello stesso sesso, ma non è raro che originiamo e gestiamo amicizie tra esseri umani di sesso opposto.

 

Benché nell’accezione originaria il termine indica amicizia tra individui, a volte, è anche utilizzato tra relazioni politiche, additando particolari rapporti tra stati con affinità e comuni interessi. Lo statista inglese Benjamin Disraeli4, infatti, afferma che «Le nazioni non hanno mai amici stabili e nemmeno nemici stabili. Solo interessi permanenti».

 

Le nostre stesse amicizie, inoltre, subiscono evoluzioni nel tempo. I social media, attraverso la rete telematica, abbattono i confini geografici e ci permettono di comunicare in tempo reale con parenti, amici e conoscenti sparsi nel mondo e favoriscono amicizie virtuali.

 

Il mirabile tema dell’amicizia, da sempre, è raffigurato in tutte le arti visive. Il filosofo greco antico Aristotele5 e quello romano Marco Tullio Cicerone6 sono autori di magnifici trattati dottrinali sull’amicizia, rispettivamente intitolati Etica Nicomachea e Laelius de amicitia, semplicemente noto come De amicitia. Aristotele, tra l’altro, scrive che «L’antidoto per cinquanta nemici è un amico» e Cicerone aggiunge: «Chi guarda un vero amico, in realtà, è come se si guardasse in uno specchio».

 

L’amicizia è argomento di saggi letterari e poetici e tema d’ispirazione per molti cantanti.

 

I sacri testi biblici ci offrono esempi di grande amicizia. L’Antico Testamento7, nell’omonimo Libro di Rut, ci rivela che Rut e la suocera Noemi hanno un legame d’incondizionata fedeltà, amore e inclusione che va oltre la parentela, divenendo simbolo di solidarietà, cura e dedizione, in virtù della fede nel Dio d’Israele. I capitoli 18, 19 e 20 del Primo Libro di Samuele ci narrano che Giònata, figlio del re Saul, accantona ogni gelosia e si lega a Davide con affetto fraterno e leale, proteggendolo anche a costo della propria vita. Il Nuovo Testamento8 ci presenta Gesù che condivide intense relazioni umane con i fratelli Lazzaro, Marta e Maria di Betania (Lc 10,38–42; Gv 11,1–44; 12,1–8). L’evangelista Giovanni descrive come l’amicizia richiede sacrificio e dono di sé secondo la definizione di Gesù: «Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la sua vita per i propri amici» (Gv 15,13). È ancora Giovanni che riporta il Comandamento nuovo di Gesù: «Questo vi comando: che vi amiate gli uni gli altri» (Gv 15,17).

 

Vari Santi, nel corso della storia cristiana, scoprono, vivono e testimoniano una salda e proficua amicizia basata sul Comandamento nuovo del Signore: i Santi Medici da Ciro, i fratelli gemelli Cosma e Damiano9; San Gregorio Nazanzieno10 e San Basilio di Cesarea11; San Benedetto da Norcia12 e sua sorella gemella Santa Scolastica13; i Santi Francesco14 e Chiara d’Assisi15 e tanti altri ancora, sino a giungere a San Gerardo Maiella16 e al Venerabile Domenico Blasucci17, affettuosamente vincolati dalla reciproca riverente promessa di pregare un’Ave Maria al giorno, fino alla morte18.

 

Ruvo del Monte, 30 maggio 2026.

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1 Angelus Silesius, nato con il nome di Johann Scheffler, (Breslavia, 25 dicembre 1624 – Breslavia, 9 luglio 1677), è un filosofo, medico, poeta, mistico e religioso tedesco. È considerato una figura fondamentale della letteratura barocca e del misticismo dell’Europa centrale.

2 Angelus Silesius, Il pellegrino cherubico, versione italiana con testo tedesco a fronte a cura di Giovanna Fozzer e Marco Vannini, 2^ edizione, Edizioni Paoline S.r.l., Cinisello Balsamo (MI), 1992, Libro I.

3 Esiodo, in greco antico Ἡσίοδος?, (Ascra, 750 a.C. circa, – 700 a.C. circa), è un poeta greco antico.

4 Benjamin Disraeli, I conte di Beaconsfield, (Londra, 21 dicembre 1804 – Londra, 19 aprile 1881), è un politico e scrittore britannico.

5 Aristotele, in greco antico Ἀριστοτέλης?, (Stagira, 384 a.C. – Calcide, 322 a.C.), è un filosofo greco antico.

6 Marco Tullio Cicerone, (Arpino, 3 gennaio 106 a.C. – Formia, 7dicembre 43 a.C.), è un avvocato, politico, scrittore, oratore e filosofo romano.

7 L’Antico Testamento è composto da quarantasei libri sacri del giudaismo che raccontano storia e leggi del popolo ebraico e la sua antica alleanza con Dio prima della nascita di Gesù Cristo.

8 Il Nuovo Testamento è composto da ventisette libri sacri che riportano testimonianze di vita di Gesù Cristo, eventi successivi alla Sua Risurrezione, fondazione e sviluppo della Chiesa, frutto della nuova alleanza con Dio. La Chiesa cattolica, unificando Antico e Nuovo Testamento in un solo libro, la Bibbia, custodisce antiche profezie e testimonianze del loro compimento.

9 Santi Cosma e Damiano, in greco antico Κοσμᾶς καί Δαμιανός?, Kosmâs kaí Damianós, in latino Cosmas et Damianus, (Laiazzo, 260 circa – Cirro, 303), sono due medici romani, gemelli e fratelli maggiori dei santi Antimo, Leonzio ed Euprepio. Tutti, secondo la tradizione, fanno parte della prima generazione di martiri sotto l’impero di Diocleziano.

10 San Gregorio Nazanzieno, o san Gregorio di Nazianzo, detto anche Gregorio il Teologo, in greco Γρηγόριος ὁ Ναζιανζηνός?, Grēgórios ho Nazianzēnós, in latino Gregorius Nazianzenus, (Nazianzo, 329 – Nazianzo, 25 gennaio 390 circa), è un vescovo e teologo greco antico. È venerato dalle Chiese cristiane. È proclamato da papa Pio V Dottore della Chiesa nel 1568.

11 San Basilio di Cesarea, noto come Basilio il Grande o Basilio Magno, in greco antico Βασίλειος ὁ Μέγας?, Basíleios ho Mégas, in latino Basilius Magnus, (Cesarea in Cappadocia, 329 – Cesarea in Cappadocia, 1 gennaio 379), è un vescovo e teologo greco antico, venerato da tutte le Chiese cristiane che riconoscono il culto dei santi. È proclamato da papa Pio V Dottore della Chiesa nel 1568.

12 San Benedetto da Norcia, (Norcia, 2 marzo 480 – Montecassino, 21 marzo 547), è un monaco cristiano italiano ed è fondatore dell’ordine che da lui prende il nome, Ordine di San Benedetto. È venerato da tutte le Chiese cristiane che riconoscono il culto dei santi.

13 Santa Scolastica da Norcia, (Norcia, 2 marzo 480 – Piumarola, 10 febbraio 547), è una religiosa italiana ed è patrona dell’ordine delle monache benedettine. È venerata come santa dalla Chiesa cattolica, ortodossa e anglicana.

14 San Francesco d’Assisi, al secolo Giovanni di Pietro di Bernardone, (Assisi, 1181/1182 – Assisi, 3 ottobre 1226), è un religioso e poeta italiano, diacono e fondatore dell’ordine che da lui prende il nome, Ordine Francescano. È canonizzato da papa Gregorio IX nel 1228. È proclamato patrono principale d’Italia da papa Pio XII il 18 giugno 1939. La stigmatizzazione del Santo si ricorda il 17 settembre e la sua festa liturgica ricorre il 4 ottobre. È anche detto Serafico e Poverello d’Assisi.

15 Santa Chiara d’Assisi, al secolo Chiara Scifi, (Assisi, 16 luglio 1194 – Assisi, 11 agosto 1253), è una religiosa italiana, collaboratrice di san Francesco d’Assisi e fondatrice dell’Ordine delle Clarisse. È canonizzata da papa Alessandro IV  nel 1255 ed è proclamata da papa Pio XII patrona della televisione e delle telecomunicazioni il 17 febbraio 1958.

16 San Gerardo Maiella, (Muro Lucano, 6 aprile 1726 – Materdomini di Caposele, 16 ottobre 1755), è un confratello laico della Congregazione del SS. Redentore. È canonizzato da papa san Pio X l’11 dicembre 1904.

17 Venerabile Domenico Blasucci, (Ruvo del Monte, 5 marzo 1732 – Materdomini di Caposele, 2 novembre 1752), è uno studente professo della Congregazione del SS. Redentore. È proclamato Venerabile da papa san Pio X il 23 maggio 1906.

Per informazioni sul venerabile Domenico Blasucci si veda il sito web www.domenicoblasucci.it.

18 Michele Donato Grieco, L’amicizia nella Sacra scrittura ed il rapporto tra il Venerabile Domenico Blasucci e San Gerardo Maiella, Prefazione del Sac. Don Gerardo Gugliotta, Finiguerra Arti Grafiche S.n.c, Lavello (PZ), Maggio 2006, pag. 11.

 

Pubblicato sabato 30 maggio 2026, alle ore 23:00.

 

 

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