Ignoranza
«Nulla al mondo è più pericoloso che un’ignoranza sincera ed
una stupidità coscienziosa».
Martin Luther King, nato con il nome di Michael King Jr,
è un attivista, politico e pastore protestante statunitense,
leader del movimento per i diritti civili degli afroamericani.
È una delle figure più popolari e carismatiche della lotta contro la segregazione razziale,
Premio Nobel1 per la pace nel 1964,
(Atlanta, 15 gennaio 1929 – Memphis, 4 aprile 1968).
Noto con frequenza che, erroneamente, utilizziamo la parola ignorante come forma dispregiativa, indicando chiusura mentale e maleducazione.
Il termine italiano ignoranza deriva dal latino ignorantia, originato dal verbo ignorare. La parola è composta dal prefisso negativo in, che significa non, e dalla radice del verbo gnoscere che significa conoscere. Letteralmente significa mancanza di conoscenza, per cui siamo ignoranti quando non abbiamo cognizione di una determinata materia, disciplina o nozione.
«So di non sapere» osserva il filosofo greco antico Socrate2, ovvero consapevolezza di non conoscere parzialmente o totalmente la verità, precisando: «È sapiente solo chi sa di non sapere, non chi s’illude di sapere e ignora così perfino la sua stessa ignoranza». Il filosofo cinese Confucio3, prima di Socrate, scrive: «La vera conoscenza sta nel conoscere l’estensione della propria ignoranza».
Per il filosofo greco antico Platone4 l’ignoranza è sia oblio che buio, orpelli che ostacolano la luce della verità: «Di tutte le bestie selvagge l’ignoranza è la più difficile da trattare».
L’eclettico Wolfgang von Goethe5 sintetizza un importante aspetto dell’ignoranza con una celebre massima: «Niente è più terribile dell’ignoranza in azione», indicando attitudine ad agire, pur non possedendo competenze adeguate, con superficialità e volgarità, fattori distruttivi per democrazia, politica, cultura, economia e società, insieme a presunzione e arroganza. «L’ignoranza», infatti, «è la madre dell’arroganza», afferma un antico proverbio originato dalla saggezza popolare classica che deriva dal brocardo latino «Inscitia omnis arrogantiae mater est». Una variante aforistica, ancora, recita: «La superbia è la figlia dell’ignoranza e madre della mala creanza», atteggiamento molto in voga negli ultimi anni.
L’ignoranza, insomma, implica ricerca di verità, attraverso studio, esperienza e dialogo, senza evitare sforzo critico di ricerca ed accettare versioni di fatti approssimativi, comodi e immediati, come sostiene lo storico greco antico Tucidide6 con un celebre aforisma: «Così poco faticosa è per i più la ricerca della verità, e a tal punto i più si volgono di preferenza verso ciò che è più a portata di mano».
Uscire dall’abisso del non sapere, invece, ci può far scoprire nuovi mondi affascinanti, raggiungere grandi traguardi e, magari, anche fama e successo. L’ignoranza, quindi, in parte possiamo considerarla un dono, perché ci sprona ad apprendere.
Pur considerando la saggezza che acquisiamo a scuola da docenti, a casa studiando e da individui in luoghi di convivenza, quali condomini, scuole, opifici, centri ricreativi, sportivi, commerciali, medici, benessere e culturali, autobus, stazioni ferroviarie, metropolitane e treni, porti e navi, aeroporti e aeromobili e luoghi di culto, ecc., sempre ci dobbiamo ritenere incompleti sul sapere, a causa di costanti evoluzioni, innovazioni e mutamenti che la vita ci propone con il progredire del tempo.
Quasi senza rendercene conto, arricchiti da svariate esperienze emotive, continuamente cambiamo temperamento, caratterizzandoci.
La ricerca della verità, oltre a richiedere impegno e dedizione, esige coraggio, perché ci svela fatti non sempre facili d’accettare, rendendoci consapevoli delle nostre fragilità e limiti. Il sapiente Qooelet, nel suo omonimo libro biblico dell’Antico Testamento scrive: «Pensavo e dicevo fra me: “Ecco, io sono cresciuto e avanzato in sapienza più di quanti regnarono prima di me a Gerusalemme. La mia mente ha curato molto la sapienza e la scienza”. Ho deciso allora di conoscere la sapienza e la scienza, come anche la stoltezza e la follia, e ho capito che anche questo è un correre dietro al vento. Infatti: / molta sapienza, molto affanno; / chi accresce il sapere aumenta il dolore» (Qo 1,16–18).
Forniamoci, dunque, di forza d’animo e immergiamoci nell’ignoto per accertare ed accettare la veridicità, ricordandoci ciò che afferma il grande e poliedrico Isaac Newton7: «Ciò che sappiamo è una goccia, ciò che ignoriamo è un oceano». È, purtroppo, un oceano tanto agitato ai nostri giorni, per cui è indispensabile tuffarsi, come ben riporta lo scrittore austriaco Robert Musil8 nel suo romanzo L’uomo senza qualità9: «La verità non è un cristallo che si può mettere in tasca, bensì un mare sconosciuto in cui ci si getta».
Ruvo del Monte, 10 giugno 2026.
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1 Il Premio Nobel è un prestigioso riconoscimento internazionale, istituito con testamento nel 1895 da Alfred Bernhard Nobel, (Stoccolma, 21 ottobre 1833 – Sanremo, 10 dicembre 1896), chimico, inventore, industriale e filantropo svedese. La prima assegnazione di premi risale al 1901. L’onorificenza consiste nel conferimento a Stoccolma, in Svezia, di medaglia d’oro, diploma miniato a mano e cospicua somma di denaro a studiosi viventi o enti, fondazioni e associazioni che contribuiscono al progresso e al benessere dell’umanità nel settore fisico, chimico, medico, economico e letterario, e Oslo, in Norvegia, attribuendo medesimi premi a chi profonde impegno in favore della pace mondiale. I premi sono annualmente annunciati nel mese d’ottobre e le rispettive cerimonie di premiazione si svolgono il successivo 10 dicembre, anniversario del decesso di Nobel.
2 Socrate, (Atene, 470 a.C. / 469 a.C. – Atene, 399 a.C.), è un filosofo greco antico, tra i più importanti esponenti della tradizione filosofica occidentale.
3 Confucio, (K’üh-feu hsien, 28 settembre 551 a.C. – K’üh-feu hsien, 11 aprile 479 a.C., date approssimative), è un educatore, uomo di stato e filosofo cinese.
4 Platone, pseudonimo di Aristocle, figlio di Aristone del demo di Collito e di Perictione, in greco antico Πλάτων?, (Atene 428/427 a.C. – Atene, 348/347 a.C.), è un filosofo, scrittore e politico greco antico.
5 Johann Wolfgang von Goethe, (Francoforte sul Meno, 28 agosto 1749 – Weimar, 22 marzo 1832), scrittore, poeta, drammaturgo, saggista, pittore, teologo, filosofo, umanista, scienziato, critico d’arte e musicale tedesco.
6 Tucidide, figlio di Oloro del demo di Almunte, in greco antico Θουκυδίδης?, Thūkydídēs, (Alimunte, 460 a.C. circa – Atene, dopo il 404 o il 396 a.C,), è uno storico e militare greco. È considerato uno dei principale esponenti della letteratura greca.
7 Isaac Newton, (Woolsthorpe–by–Colsterworth, 25 dicembre 1642 – Londra, 20 marzo 1726), è un matematico, fisico, astronomo, filosofo naturale, alchimista, teologo, politico e cronologo inglese. È considerato uno dei più grandi scienziati di tutti i tempi.
8 Robert Musil, dal 1917 a l 1919 Robert Edler von Musil, (Klagenfurt, 6 novembre 1880 – Ginevra, 15 aprile 1942), è uno scrittore e drammaturgo austriaco.
9 L’uomo senza qualità, in lingua originale tedesca Der Mann ohne Eigenschaften, è un romanzo incompiuto in tre parti, scritto da Robert Musil. I primi due volumi sono stati pubblicati a Berlino, rispettivamente nel 1930 e nel 1933, mentre il terzo volume è stato pubblicato postumo nel 1943. È considerato uno dei capolavori delle letteratura mondiale e manifesto del Decadentismo.
Pubblicato mercoledì 10 giugno 2026, alle ore 19:00.
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