Superiamo il male con il bene
«Solamente il male cresce da sé,
mentre per il bene ci vogliono impegno e coraggio».
In Diario intimo, pubblicato postumo,
di Henri–Frédéric Amiel,
Filosofo, poeta e critico letterario svizzero,
(Ginevra, 27 settembre 1821 – Ginevra, 11 maggio 1881).
È il mondo che gira così, è la vita che funziona così da sempre e, certo, non sarò io a cambiare le cose. Le istituzioni sono responsabili di tutto. Questa è la realtà».
È l’ennesima volta che in comitiva, commentando orride notizie di cronaca quotidiana, ascolto questa o simili espressioni.
Sono parole passive, pronunciate con estrema naturalezza da chi tende a crearsi alibi per sottrarsi da qualsiasi serio giudizio di condanna etica e morale, oltre a compiere disimpegno personale su importanti tematiche sociali.
Frasi del genere equivalgono a giustificare atti malsani e ogni sorta di reato.
Essere oppressi da fatti angoscianti e spudorati, con conseguente indebolimento di coscienza e perdita di rimorso, non può abituarci a rassegnarci.
La rassegnazione, nemica di vita, è tra i mali assoluti della nostra disposizione d’animo, perché incarna atteggiamenti che non inducono a fronteggiare i problemi per risolverli con maturità e rispetto verso se stessi e gli altri. Giunti, ormai, a tale avida apatia ed inerzia, siamo privi d’intelletto vivace, vigore per pensare, creare e donare.
Accettare impassibilmente eventi deleteri, con relativa arresa, significa essere sgominati da responsabilità umane perché pensiamo o, peggio, ci fa comodo pensare che non sia possibile un cambiamento generale e che i mutamenti riguardino solo a governanti.
Non contribuire ad apportare minimi miglioramenti sociali vuol dire essere corresponsabili dello stato in cui ci troviamo e, come esplicita il poeta tedesco Johann Christoph Friedrich von Schiller1 con l’espressione «Chi non osa nulla, non speri in nulla», possiamo soltanto rimpiangere occasioni mancate come anche evidenzia Oscar Wilde2: «Ciò che non abbiamo osato, abbiamo certamente perduto».
«Quando le montagne e gli uomini s’incontrano grandi cose succedono che non avvengono nella ressa delle strade di città». Così scrive, oltre due secoli fa, William Blake3, poeta britannico, in una metafora valida per ogni tempo. Le montagne simboleggiano difficoltà e sfide che natura e vita ci fanno incontrare ogni giorno. Le grandi cose sono conquiste di bene comune, rappresentate dalla lunga scalata verso la cima, frutto di coraggio, determinazione e sacrificio di uomini, spesso sconosciuti.
«L’unione fa la forza» e «Una mano lava l’altra», derivante dalla famosa locuzione latina «Manus mamum lavat» di Gaio Petronio Arbitro4, due proverbi d’antica saggezza popolare diffusi nel mondo con varianti simili, ancora sono d’insegnamento per l’umanità.
Non definiamo, quindi, semplicemente realismo ciò che è reticenza e immobilismo. Osservare, ascoltare, vagliare, esaminare, discernere, proporre, discutere, agire e perseverare sono virtù della nostra natura umana da utilizzare con dignità, responsabilità e fermezza per realizzare, con saggezza e prudenza, qualunque cosa con animo buono (cfr. Col 3,23).
Vinciamo il male con il bene (cfr. Rm 12,21) con amore reciproco (cfr. Rm 13,8), partendo da piccole e poche cose che ci circondano. «Non multa sed multum», sostiene Plinio il Giovane5 con un’espressione latina che, tradotta letteralmente in lingua italiana, significa «Non molte [cose], ma molto [bene]», evidenziando l’importanza della qualità, significativa e incisiva, rispetto alla quantità. Lo scrittore austriaco Karl Kraus6 ci ricorda che «Arte è ciò che il mondo diventerà, non ciò che il mondo è». L’artista, infatti, non rappresenta il visibile, ma ci esorta a scoprire, nel visibile, l’impercettibile.
Ruvo del Monte, 15 gennaio 2026.
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1 Johann Christoph Friedrich von Schiller, (Marbach am Neckar, 10 novembre 1759 – Weimar, 9 maggio 1805), è un poeta, pensatore, saggista, filosofo, drammaturgo, autore di ballate, medico e storico tedesco.
2 Oscar Wilde, nato Oscar Fingal O’Flahertie Wills Wilde, (Dublino, 16 ottobre 1854 – Parigi, 30 novembre 1900), è uno scrittore, drammaturgo, giornalista, saggista e critico letterario irlandese dell’età vittoriana ed esponente del decadentismo e dell’estetismo britannico.
3 William Blake, (Londra, 28 novembre 1757 – Londra, 12 agosto 1827), è un poeta, incisore e pittore britannico.
4 Gaio Petronio Arbitro, a volte citato come Tito Petronio Nigro, (Massalia, 27 circa – Cuma, 66), è uno scrittore e politico romano.
5 Gaio Plinio Cecilio Secondo, nato Gaio Cecilio e conosciuto come Plinio il Giovane per distinguerlo dallo zio Plinio il Vecchio, (Como, 61 o 62 – Bitinia o forse Roma, 114 circa), è un oratore, scrittore e magistrato romano.
6 Karl Kraus, (Jičín, 28 aprile 1874 – Vienna, 12 giugno 1936), scrittore, giornalista, aforista, umorista, saggista, commediografo, poeta e autore satirico austriaco.
Pubblicato giovedì 15 gennaio 2026, alle ore 18:15.
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