Orologio e tempo
«I giorni sono forse uguali per un orologio, ma non per un uomo».
Marcel Proust, all’anagrafe Valentin Louis Georges Eugène Marcel Proust,
scrittore, saggista, poeta e critico letterario francese,
(Parigi, 10 luglio 1871 – Parigi, 18 novembre 1922).
Mentre riordino alcuni giornali, dopo aver ultimato l’odierno catechismo ai cresimandi insieme alla carissima amica Gaetanina Maria Gentile, in una sala di formazione parrocchiale1, dedicata all’amato venerabile Domenico Blasucci2, su un vecchio quotidiano leggo una bella e significativa espressione del filosofo francese contemporaneo Michel Serres3: «Tutti hanno un orologio e nessuno ha tempo. Scambiate le due cose: lasciate il vostro orologio e riprendetevi il vostro tempo».
Questa frase, nella solitudine e nel religioso silenzio dei locali di ministero pastorale, mi sospinge a compiere qualche modesta considerazione. Rimembro remote letture su orologi e tempo scandito da movimenti astronomici della terra intorno al sole e fasi lunari.
Rientro a casa e, rapidamente, prima che i pensieri si dissolvano, scrivo le mie semplici riflessioni.
La più arcaica soluzione per la misurazione del tempo è la meridiana, documentata in Cina circa tremila anni prima di Cristo, dotata di quadrante per leggere l’ora. Quest’orologio solare così suddivide il tempo: l’ora è la dodicesima parte del ciclo diurno, dall’alba al tramonto, con una sequenza più lunga in estate rispetto all’inverno e, ovviamente, non funziona di notte o in giornate nuvolose. Seguono, clessidre ad acqua, attestate in Egitto circa millecinquecento anni prima di Cristo. Sono semplici e fragili misuratori di tempo che va moltiplicato per soddisfare il calcolo dell’intera durata del giorno.
Nel medioevo spuntano pubblici orologi analogici meccanici di grandi dimensioni, in genere collocati su campanili di città, che suonano ogni ora e in determinati momenti, rispettivamente per cadenzare tempo ed annunciare eventi. Tempo laico e tempo ecclesiale, in tal modo, s’intersecano e raggiungono un punto d’incontro.
All’inizio del 1500 sorge l’orologio sferico, detto a cipolla, con piccolo quadrante a singola lancetta, indossato al collo, e negli anni del 1600 quello da taschino, piatto, diffuso tra nobili, soprattutto con modello a catenella. Nella seconda metà del 1600, nei Paesi Bassi, è introdotto l’orologio a pendolo. Nel corso del 1700 si sviluppano i primi orologi a molle, più precisi, affidabili e funzionali anche su navi, e gli orologi a muro, utilizzati anche come componente d’arredo al pari di quelli a pendolo. Agli inizi del 1800 affiora l’orologio da polso, piatto, con piccolo quadrante a singola lancetta, ma la diffusione di massa inizia nei primi anni del 1900, anche con esemplari a doppia lancetta. Sempre all’inizio del 1900 compare il cronografo meccanico da polso e nella seconda metà del 1900, più preciso di quello meccanico, l’orologio al quarzo e quello digitale da polso.
Quest’ultimo orologio, oggi, è realizzato con svariati modelli, materiali e colori, spesso combinato con applicazioni multifunzionali. Il visualizzatore orario digitale, negli ultimi decenni, è anche collocato su telefoni cellulari, tablet, computer, televisori, videoregistratori, forni elettrici ed a microonde, cruscotti, pubblici maxi schermi, insegne luminose di negozi, ecc..
I produttori svizzeri, da circa cinquecento anni, sono punto di riferimento mondiale per orologeria di lusso, alta qualità, prestigio e diffusione nel mondo.
Chissà l’orologio del futuro come sarà e quale sorpresa ci riserverà!
L’orologio, nei secoli, è spesso realizzato con casse riccamente decorate, assumendo valenza artistica e simbolica che esalta il fascino della meccanica di precisione. L’orologio, inoltre, è menzionato in testi letterari sia italiani che internazionali; il sommo poeta italiano Dante Alighieri4, tra tanti scrittori, lo cita nella Divina Commedia5 nel X canto del Paradiso, versi 139–141, utilizzando la similitudine del suono delle ore per descrivere il movimento armonioso delle anime dei beati nel cielo del sole e, ancora, nel XXIV canto del Paradiso, versi 13–18, utilizzando la similitudine degli ingranaggi che girano a velocità diverse per descrivere il movimento armonico e dissimile delle anime dei beati che danzano in cerchi nel cielo delle stelle fisse. L’orologio, frequentemente, è nominato in testi musicali, sia italiani che internazionali, spesso come metafora dello scorrere del tempo, attesa amorosa o ansia.
L’orologio usato e tramandato nelle famiglie, soprattutto nell’ultimo secolo, è divenuto oggetto da regalo ad una prima comunione, cresima, laurea, matrimonio, successo professionale, ecc.. Donare un orologio, anche nuovo, è simbolo di ricordo ed affetto, ma anche soave invito a vivere il tempo con lungimirante consapevolezza, amore e rispetto.
L’orologio, invece, è anche arbitro implacabile nei nostri giorni scanditi da ritmi incalzanti. Sovente e dovunque, con ossessione, controlliamo l’ora per ogni mansione che svolgiamo. Siamo diventati prigionieri di scadenze pianificate che non possiamo infrangere. Eseguiamo azioni cicliche e seriali fino alla monotonia. Pensiamo al tempo solo come elevata risorsa economica: «Il tempo è denaro», ripetiamo spesso menzionando un tradizionale modo di dire britannico ma che è celebre proverbio dello scrittore statunitense Benjamin Franklin6. Dimentichiamo, invece, come «Ammazzare il tempo», celebre espressione del poeta italiano Eugenio Montale7, che possiamo finemente variare in Valorizzare il tempo, ossia privilegiare qualità a quantità.
È per noi fondamentale, come suggerisce Michel Serres, riacquistare un po’ di tempo, senza trascurare alcun impegno, per viverlo in modo individuale, libero, riflessivo, creativo, pacato, armonioso e sereno, beneficiando della sua bellezza e del suo fascino.
Doniamo, inoltre, un po’ del nostro tempo, con umiltà, rispetto, discrezione, rettitudine e giustizia, in favore del bene comune, condizione sociale più preziosa di qualsiasi bene materiale, come atto d’amore silente e privo di riconoscenza: «Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date» (Mt 10,8), ordina Gesù ai suoi dodici apostoli, inviandoli ad annunciare la buona notizia (cfr. Mt 10,5).
Ruvo del Monte, 18 aprile 2026.
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1 La sala di formazione parrocchiale è ubicata al primo piano dei locali di Ministero Pastorale, situati in viale della Repubblica, n.78. È stata dedicata al venerabile Domenico Blasucci il 2 novembre 1996, giorno del 244° anniversario della sua nascita in Cielo, dai soci dell’Azione Cattolica Parrocchiale, dopo averne ottenuto l’autorizzazione del Parroco (cfr. Libro dei Verbali delle Assemblee in Archivio dell’Azione Cattolica Parrocchiale di Ruvo del Monte).
2 Venerabile Domenico Blasucci, (Ruvo del Monte, 5 marzo 1732 – Materdomini di Caposele, 2 novembre 1752), è uno studente professo della Congregazione del SS. Redentore. È proclamato Venerabile da papa san Pio X il 23 maggio 1906.
Per informazioni sul venerabile Domenico Blasucci si veda il sito web www.domenicoblasucci.it.
3 Michel Serres, (Agen, 1 settembre 1930 – Vincennes, 1 giugno 2019), è un filosofo e scrittore francese.
4 Dante Alighieri, o Alghiero, battezzato con il nome Durante di Alighiero degli Alighieri, (Firenze, tra maggio e giugno 1265 – Ravenna, 14 settembre 1321), è un poeta, scrittore e politico italiano.
5 La Divina Commedia è un poema epico scritto da Dante Alighieri, tra il 1308 e il 1320, pubblicata postuma a Foligno nel 1472. È divisa in tre cantiche, Inferno, Purgatorio e Paradiso, nelle quali l’autore analizza i temi di morale, teologia, politica e amore. È considerata uno dei capolavori della letteratura italiana e mondiale.
6 Benjamin Franklin, (Boston, 17 gennaio 1706 – Filadelfia, 17 aprile 1790), è un giornalista, scrittore, tipografo, musicista, scienziato, inventore, politico, diplomatico e attivista statunitense. È uno dei fondatori degli Stati Uniti d’America, avendo firmato la Dichiarazione d’Indipendenza, il 4 luglio 1776.
7 Eugenio Montale, (Genova, 12 ottobre 1896 – Milano, 12 settembre 1981), è un poeta, scrittore, giornalista, critico letterario e musicale, traduttore e pittore italiano.
Pubblicato sabato 18 aprile 2026, alle ore 23:40.
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