Lanima del mondo è nell’alterità

 

«Io non sono ateniese e nemmeno greco, io sono cittadino del mondo».

Socrate,

filosofo greco antico, tra i più importanti esponenti della tradizione filosofica occidentale,

(Atene, 470 a.C. / 469 a.C. – Atene, 399 a.C.).

 

I mesi estivi volgono al termine e, insieme a loro, una parte di viaggi che un po’ tutti compiamo sia in Italia che nel mondo, verso svariate mete.

 

Viaggi e migrazioni, insegnano i filosofi, sono metafora ed esperienza di cambiamento. Sono movimento mentale o fisico che conduce noi esseri umani a tralasciare tanto le nostre certezze quanto le nostre incertezze per esplorare l’ignoto e, almeno in parte, trasformare ed arricchire la nostra identità attraverso l’incontro con l’alterità. È proprio la ricchezza delle differenze che rende vivo e bello il mondo. Kofi Atta Annan1, diplomatico ghanese ed alto ufficiale dell’Organizzazione delle Nazioni Unite2, scrive: «La diversità tra culture è qualcosa da valorizzare, non da temere».

 

La posizione centrale dell’Italia nel bacino Mediterraneo, ponte naturale tra Europa, Africa ed Asia, per millenni la rende uno dei territori più invasi, saccheggiati e contesi della storia. Questi fenomeni, però, generano straordinari intrecci e fusioni di culture in Epoca Antica, Tarda Antichità, Alto e Basso Medioevo, Rinascimento, Epoca Moderna e Contemporanea, con Celti o Galli, Cartaginesi, Visigoti, Vandali, Unni, Ostrogoti, Bizantini, Longobardi, Saraceni, Angioini, Aragonesi, Impero Asburgico, Austriaci, Francesi e Tedeschi. Tutti, meravigliosamente, contribuiscono a plasmare patrimonio genetico, idioma, agricoltura, zootecnia, enogastronomia, artigianato, astronomia, commercio, economia, scienza, biologia, medicina, filosofia, letteratura, pittura, scultura, architettura, musica, aritmetica, matematica, geometria, manifattura, tecnologia, teatro, sport, giochi, riti, tradizioni, miti, leggende, folklore e archeologia, ossia ciò che, oggi, è anima pura e travolgente in Italia.

 

Le antiche civiltà sono fondamenta su cui si sviluppa la nostra vicenda umana. Ignoriamo, spesso, che modernità urbana, sistemi giuridico–politici, rotte commerciali, gestione di risorse, consuetudini culturali ed opere ingegneristiche, che tuttora meravigliano e influenzano la nostra epoca, sono diretti risultati di storia remota. Questo denota che noi uomini abbiamo imparato a vivere e cooperare insieme, elaborando progresso nella vita sociale, pianificazione di comunità e trasmissione del sapere tra generazioni. Papa Francesco3, nella Lettera Apostolica a tutti i Consacrati in occasione dell’Anno della Vita Consacrata, scrive: «Camminare insieme è sempre un arricchimento e può aprire vie nuove a rapporti tra popoli e culture che in questo periodo appaiono irti di difficoltà»4.

 

L’interazione multiculturale sviluppa virtù fondamentali come accoglienza, dialogo, confronto, tolleranza, giustizia, empatia e rispetto inclusivo. Instabilità assiologica e crisi d’identità contemporanee, spesso, ci spingono a compensare i nostri insuccessi individuali mediante condotte discriminatorie e sentimenti d’ostilità interpersonale verso altri individui. Li additiamo pertanto, con stereotipi e strumentale retorica, falsi nemici e intrusi inferiori. Tale narrazione fomenta odio e, frequentemente, degenera in atti di violenza e omicidi razziali. Dimentichiamo, insomma, riguardo dovuto a vita e dignità di tutti gli esseri umani. Facciamo dell’erba un fascio, al contrario di quanto suggerisce il noto proverbio d’origine contadina, «Non fare di tutta l’erba un fascio». La delegittimazione del dissenso crea un mondo al contrario: onesti feriti, traditori applauditi, bugiardi ascoltati e portatori di verità respinti. Superiamo l’egoismo e, come gli antichi popoli, orientiamo le nostre umili azioni al bene comune, come ci ricorda l’apostolo Paolo5: «Ciascuno non cerchi l’interesse proprio, ma anche quello degli altri» (Fil 2,4), in purezza di spirito e coscienza da rendere brillanti nell’oscurità del male.

 

Ruvo del Monte, 26 agosto 2026.

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1 Kofi Atta Annan, (Kumasi, 8 aprile 1938 – Berna, 18 agosto 2018), è un diplomatico ghanese ed alto ufficiale dell’Organizzazione delle Nazioni Unite, settimo segretario generale dall’1 gennaio 1997 al 31 dicembre 2006.

2 L’Organizzazione delle Nazioni Unite, in sigla ONU e abbreviata Nazioni Unite, è l’organizzazione intergovernativa più grande, più conosciuta e più rappresentata a livello internazionale. È stata fondata a San Francisco il 24 ottobre 1945, con lo scopo di favorire la soluzione pacifica delle controversie internazionali, mantenere la pace e promuovere il rispetto per i diritti umani. Ha sede sul territorio internazionale a New York, mentre altri uffici principali si trovano a Ginevra, Nairobi e Vienna. La Repubblica Italiana presenta la prima domanda d’ammissione all’ONU il 7 maggio 1947, ma l’adesione avviene soltanto il 14 dicembre 1955, a causa di ripetuti veti opposti dall’Unione Sovietica durante la Guerra Fredda.

3 Sua Santità Papa Francesco, nato Jorge Mario Bergoglio, (Buenos Aires, 17 dicembre 1936 – Città del Vaticano, 21 aprile 2025), è il 266° papa della Chiesa Cattolica e vescovo di Roma e 8° sovrano dello Stato della Città del Vaticano, dal 13 marzo 2013 fino alla sua morte. È il primo pontefice appartenente ai chierici regolari della Compagnia di Gesù, comunemente denominati gesuiti, e primo papa proveniente dal continente americano.

4 Lettera Apostolica del Santo Padre Francesco a tutti i Consacrati in occasione dell’Anno della Vita Consacrata, Dal Vaticano, 21 novembre 2014, Festa della Presentazione della Beata Vergine Maria, III – Gli orizzonti dell’Anno della Vita Consacrata, n. 4.

5 San Paolo Apostolo o San Paolo di Tarso, nato con il nome di Saulo, (Tarso, 4 d.C. – Roma 64 o 67 d.C.), è uno dei primi santi e martiri venerati da tutte le Chiese cristiane che ne ammettono il culto, equiparato ai dodici apostoli con l’appellativo di Apostolo dei Gentili o Apostolo delle Genti (cfr. Gal 2,7–8). La sue feste liturgiche ricorrono il 26 gennaio, conversione, il 29 giugno, martirio insieme a san Pietro apostolo, il 18 novembre, dedicazione delle Basiliche dei santi Pietro e Paolo, apostoli.

 

Pubblicato mercoledì 26 agosto 2026, alle ore 19:30.

 

 

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